Rottura del Tendine d’Achille: sintomi, cause e riabilitazione

INDICE

Quali sono le cause della rottura del tendine d’Achille?

La rottura del tendine d’Achille è più probabile che si verifichi durante la pratica sportiva in cui è necessario spingere con forza dal piede. Gli esempi includono calcio, padel, basket, immersioni e tennis. La rottura può anche essere causata da una lesione dovuta ad una caduta in cui il piede è improvvisamente costretto a una posizione rivolta verso l’alto (questo allunga eccessivamente il tendine). Meno comunemente, può essere causato da un trauma diretto, come un taglio profondo sul tendine.

Ci sono alcune cause che possono aumentare il rischio di rottura del tendine d’Achille:

  • Invecchiamento;
  • Tendinopatia;
  • Un riscaldamento non adeguato;
  • Un esercizio eccessivo rispetto alle proprie abitudini;
  • Assunzione di steroidi e di alcuni antibiotici;
  • Alcune patologie, tra cui, gotta, artrite reumatoide e diabete.

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Quali sono i sintomi della rottura del tendine d’Achille?

Tra i sintomi più comuni della rottura del tendine d’Achille, troviamo un dolore improvviso, acuto e grave nella parte posteriore della gamba.

Si può anche avere:

  • gonfiore al polpaccio;
  • difficoltà a camminare e incapacità di appoggiare tutto il peso sulla gamba interessata o di stare in punta di piedi;
  • qualche livido sulla parte inferiore della gamba.

Se si avvertono questi sintomi, è importante rivolgersi subito ad uno specialista.

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Come diagnosticare la rottura  del tendine d’Achille?

Il medico chiederà informazioni sui sintomi e su come è avvenuta la lesione ed esaminerà la gamba, il tallone e la caviglia per verificare eventuali gonfiori e lividi. Potrebbe, inoltre, chiedere di camminare o muovere il piede o la gamba, per vedere in quali punti si hanno maggiori difficoltà o chiedere di sdraiarsi e contrarre il muscolo del polpaccio per controllare il movimento del piede. Potrebbe essere necessario eseguire ulteriori accertamenti diagnostici per avere un quadro più completo del paziente.

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Quali sono i trattamenti per la rottura del tendine d’Achille?

La rottura del tendine d’Achille può essere trattata con interventi chirurgici o misure conservative (non chirurgiche).

Di solito viene indossato un tutore o viene ingessata la gamba per proteggerla da ulteriori lesioni.

In cosa consiste il trattamento non chirurgico della rottura del  tendine d’Achille?

È più probabile che il medico suggerisca un trattamento conservativo (non chirurgico) per la rottura del tendine d’Achille se il paziente è anziano o sono presenti altri problemi di salute o quando il soggetto non è particolarmente attivo. Questo di solito comporta l’uso di calchi o un tutore per sostenere la parte inferiore della gamba mentre il tendine guarisce. Potrebbe essere necessario assumere antidolorifici

Gesso

I gessi sono di solito posizionati dal ginocchio in giù e sono fatti con il piede in una posizione completamente piegata verso il basso. Potrebbe essere necessario indossare un gesso per diverse settimane.

Tutore

Un tutore è un tipo di stivale rigido con cinghie per regolarlo. Di solito si adatta dal ginocchio in giù. Una volta indossato il tutore, viene regolato più volte nell’arco di alcune settimane per sollevare il piede. Il paziente può camminare e mettere peso sulla gamba mentre indossa il tutore e può anche toglierlo ogni tanto per muovere l’articolazione della caviglia.

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In cosa consiste il trattamento chirurgico della rottura del  tendine d’Achille?

Il medico potrebbe essere più propenso a suggerire un intervento chirurgico se:

  • Il paziente è giovane e attivo;
  • Il paziente è un atleta competitivo;
  • Il paziente ha avuto un ritardo nel trattare la rottura;
  • Il paziente continua a rompersi il tendine d’Achille.

Esistono diverse tecniche per la riparazione chirurgica del tendine d’Achille. Tutto comporta il riavvicinamento delle estremità strappate del tendine. Può esserci un intervento chirurgico aperto, che comporta un taglio alla caviglia per riparare il tendine, oppure il paziente viene sottoposto ad un intervento chirurgico minimamente invasivo, in cui il chirurgo raggiungerà il tendine attraverso piccoli fori. Dopo l’operazione, si dovrà indossare un gesso o un tutore regolabile sulla gamba per aiutare il tendine a guarire.

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Quali sono i tempi di recupero per la rottura del tendine d’Achille?

Si può tornare alle normali attività, compresi gli sport a basso impatto, entro quattro-sei mesi, qualunque sia il trattamento subito, ma può volerci più tempo per tornare a sport ad alto impatto, come calcio, squash o tennis. La maggior parte delle persone può tornare al tipo di attività che svolgeva prima dell’infortunio, ma se si praticano sport a livello professionale i tempi per un recupero completo potrebbero allungarsi. In ogni caso è fondamentale seguire i consigli dello Specialista.

Come prevenire la rottura  del tendine d’Achille?

Non si può fare molto per prevenire una rottura del tendine d’Achille, ma si può ridurre il rischio assicurandosi di allungare e riscaldare bene il tendine prima dell’allenamento. È anche importante aumentare gradualmente la quantità o l’intensità dell’esercizio.

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Quali sono le modalità della riabilitazione per la rottura del tendine d’Achille?

Indipendentemente dal fatto che il paziente ha subito un intervento chirurgico per il tendine d’Achille, avrà bisogno di un periodo di riabilitazione dopo il trattamento iniziale. Bisogna affidarsi ad un fisioterapista che guiderà il paziente negli esercizi per aumentare la gamma di movimento, la forza della caviglia e la parte inferiore della gamba. Il paziente inizierà con esercizi facili e li svilupperà nel tempo. Ogni paziente può avere degli esercizi progettati specificamente per rafforzare o allungare i muscoli del polpaccio. Il fisioterapista può anche consigliare sport a basso impatto, come ciclismo, jogging o nuoto per scopo riabilitativo.

È IMPORTANTE ESEGUIRE SEMPRE UN GIUSTO TRATTAMENTO FISIOTERAPICO E RIABILITATIVO, INFATTI LA FILOSOFIA DI CURA DEL NOSTRO CENTRO È SUDDIVISA IN 5 FASI, DANDO PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA PROGRESSIONE DEI CARICHI E RIDUCENDO AL MINIMO EVENTUALI RICADUTE

FASE 1 – Riduzione del dolore e dell’infiammazione

Gli obbiettivi di questa prima fase di lavoro sono la riduzione della sintomatologia dolorosa e del quadro infiammatorio instauratasi, nonchè la riduzione del gonfiore attraverso l’utilizzo di sofisticate tecnologie riabiltative.

TRA LA FASE 1 E LA FASE 2 – Idrokinesi Terapia

Contemporaneamente alla Fase 1 e 2 è possibile effettuare sedute di IDROKINESI TERAPIA che risulta essere particolarmente efficace ai fini del recupero del movimento e della riduzione dell’ipomobilità (causata dalla sintomatologia dolorosa). Questa particolare metodica è basata sul movimento terapeutico in acqua, elemento che consente il rilassamento muscolare ed il sollievo del dolore, favorendo l’esecuzione dei movimenti e del corretto lavoro muscolare in assenza di gravità.

FASE 2 – Recupero dell’articolarità e della flessibilità

L’obbiettivo è quello di raggiungere il completo range di movimento di un’articolazione o il ripristino di un movimento specifico in assenza di dolore.

TRA LA FASE 2 E LA FASE 3

Tra la Fase 2 e la Fase 3 della riabilitazione è consigliabile effettuare un trattamento Osteopatico ed iniziare un Programma di Riprogrammazione Posturologica per evitare qualsiasi incidenza di recidiva e qualsiasi alterazione posturologica.

FASE 3 – Recupero della forza e della resistenza muscolare

L’obiettivo del terzo step è il ripristino della forza muscolare e il recupero della resistenza del paziente attraverso un protocollo di lavoro personalizzato.

FASE 4 – Recupero della coordinazione

L’obiettivo di questa fase è il recupero della coordinazione e della completa percezione del corpo.

FASE 5 – Ritorno allo Sport

L’obiettivo della quinta fase è, per la persona comune, il recupero delle normali gestualità della vita attiva, mentre per l’atleta il recupero del gesto tecnico sport specifico che dovrà essere eseguito con precisione.