Metatarsalgia: scopriamo insieme cos’è

INDICE

Anatomia del piede

Il piede è una struttura anatomica fondamentale, formata da 28 ossa, un numero variabile per la presenza di uno o più sesamoidi incostanti, cosiddette “ossa accessorie”,33 articolazioni e più di un centinaio di muscoli.

Il piede è un organo complesso che consente il movimento e l’adattabilità a tutte le superfici di appoggio. Il piede può essere suddiviso in:

  • AVAMPIEDE, il quale comprende falangi e metatarsi;
  • MESOPIEDE, formato dal cuboide, i tre cuneiformi e lo scafoide o navicolare;
  • RETROPIEDE, con astragalo e calcagno

Che cos’è la metatarsalgia?

Il termine metatarsalgia è costituito da due parole: Metatarso e Algia, le quali indicano l’area del dolore, ovvero la regione delle ossa metatarsali, e la sintomatologia che caratterizza tale patologia ovvero il dolore.

Con il termine metatarsalgia s’intende una serie di sindromi dolorose, di natura infiammatoria, localizzate nella regione plantare del piede a livello delle teste metatarsali, provocata dalla compressione del nervo plantare digitale o da problemi di sovraccarico. A scatenarne la sintomatologia dolorosa intervengono un insieme di fattori, i quali presi singolarmente non avrebbero causato la sintomatologia algica.

La diagnosi di metatarsalgia richiede:

-Un approfondito esame obiettivo;

-Un’attenta analisi della storia clinica del paziente;

– Indagini strumentali. (es. ecografia)

In base al risultato delle ricerche diagnostiche, è possibile stabilire la terapia conservativa più appropriata.

La metatarsalgia può colpire chiunque ma è stata riscontrata una maggior frequenza nelle donne a causa dell’utilizzo di scarpe favorenti metatarsalgie, quali scarpe con il tacco, e maggiore predisposizione a patologie collegate ad essa, quali alluce valgo. E’ di frequente riscontro tra gli adulti in sovrappeso, tra i soggetti con gravi deformità anatomiche, tra chi pratica sport di medio-alto livello come la corsa, tennis pallacanestro.

Classificazione delle metatarsalgie

Le metatarsalgie possono essere divise in:

  • Metatarsalgie biomeccaniche: risultano essere le più frequenti, circa il 90 % dei casi dipende da cause biomeccaniche. Le metatarsalgie biomeccaniche sono legate ad un problema di sovraccarico sull’area metatarsale. Il peso del nostro corpo normalmente è distribuito equamente sui piedi, che a loro volta distribuiscono il carico su 3 aree: calcagno, base del 5° metatarso e base del 1° metatarso. Ciò avviene mediante un sistema ad archi molto complesso, sorretto da muscoli, tendini e legamenti.

Ogni malfunzionamento di tale struttura, porta inevitabilmente ad uno squilibrio della distribuzione dei carichi, determinando una sintomatologia dolorosa. Per questo motivo le cause biomeccaniche sono le più frequenti.

Tra queste ricordiamo:

  • Cause traumatiche: ogni trauma può determinare una modificazione strutturale di una o più ossa determinando, un’ alerazione dei rapporti articolari, e stressando muscoli, tendini e legamenti. Caratteristico è un mal posizionamento per esiti di frattura che modifica l’interlinea di Lisfranc.
  • Cause anatomiche: come nel caso di anomalie congenite della lunghezza dei metatarsi, o un mal posizionamento delle ossa che porta ad uno stress delle articolazioni e delle ossa del piede, con conseguente dolore proprio nell’area del sovraccarico.
  • Metatarsalgie non biomeccaniche: che hanno origine di interessamento flogistico articolare o para-articolare causate da malattie sistemiche (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, etc…) oppure da affezioni locali (come nel caso dell’artrite settica).

classificazione metatarsalgia

Quali sono le possibili cause della metatarsalgia?

Una comprensione approfondita delle cause biomeccaniche e non biomeccaniche della metatarsalgia è fondamentale per garantire la selezione del trattamento ottimale.

La loro distribuzione varia a seconda dell’attività fisica, dell’età, delle calzature, della flessibilità della catena muscolare posteriore e della morfologia dell’avampiede.

Le cause della metatarsalgia sono suddivise in tre gruppi:

  1. Primarie: dovuta alle caratteristiche anatomiche dei metatarsi. Altre cause includono la lunghezza sproporzionata del secondo e terzo metatarso, le deformità congenite delle teste metatarsali, la tensione dei muscoli gastrocnemio o tricipiti, l’equinismo del piede, il piede cavo e qualsiasi anomalia del retro-piede che provoca un sovraccarico dell’avampiede;
  2. Secondarie: sono causate da condizioni che aumentano il carico metatarsale tramite meccanismi indiretti. Uno di questi meccanismi è la sinovite cronica, che induce alla migrazione distale del cuscinetto adiposo plantare. Pertanto, la metatarsalgia può svilupparsi in pazienti con artrite reumatoide, gotta o psoriasi.
  3. Iatrogene: lo sviluppo della chirurgia sull’avampiede ha aumentato l’incidenza della metatarsalgia iatrogena. Pertanto, la chirurgia dell’alluce valgo può causare un eccessivo accorciamento e / o elevazione del primo metatarso, sovraccaricando così secondo, terzo e quarto metatarso.

La metatarsalgia può essere, quindi, causata da:

cause metatarsalgia

possibili cause metatarsalgia

  • Un’eccessiva attività fisica;
  • Tipo di calzatura indossata: una scarpa con tacco eccessivamente alto potrebbe causare un elevato sovraccarico al livello delle teste metatarsali;
  • Sovrappeso;
  • Caviglia dolente o tendine d’Achille infiammato: si tende ad assumere una camminata compensatoria e ciò può determinare un sovraccarico a livello dell’avampiede e la successiva comparsa della sintomatologia dolorosa caratteristica della metatarsalgia;
  • Piede cavo: accentuazione della volta plantare con conseguente diminuzione, della superficie di appoggio e sovraccarico a livello del “tallone” e delle teste metatarsali.
  • Alluce valgo: patologia molto comune nel sesso femminile. L’alluce valgo non è una patologia singola, comporta una deviazione in valgo dell’alluce conseguente di una deviazione in varo del primo metatarso. Spesso al valgismo si associa anche rigidità (fonte importante di dolore) con conseguente limitata flessione dorsale dell’alluce. A tale patologia è correlato un crollo della volta trasversale, con conseguente iper-carico a livello delle teste metatarsali, causando metatarsalgie, ipercheratosi (callosità) e talora ulcerazioni.
  • Fratture da stress: gli effetti post-traumatici causati da fratture da stress ai piedi (ovvero fratture ossee di lieve entità causate da microtraumatismi continui e ripetuti) possono far assumere una camminata errata con conseguente sovraccaricare nella parte anteriore del piede.
  • Chirurgia del piede
  • Patologie autoimmuni: ad esempio artrite reumatoide e gotta, le quali essendo malattie a carattere infiammatorio possono dar luogo a forti dolori alle caviglie e all’avampiede.
  • Neuroma di Morton: un disturbo molto doloroso, che colpisce i nervi interdigitali dei piedi (i nervi interdigitali dei piedi sono le terminazioni nervose poste tra i vari metatarsi).
  • Malattia di Freiberg: definita anche osteocondrosi metatarsale, causata da un processo di necrosi che riguarda il secondo metatarso del piede
  • Diabete: una delle principali complicazioni del diabete è la degenerazione delle terminazioni nervose, che giungono fino ai piedi (dita comprese).

Quali sono segni e sintomi della metatarsalgia?

La metatarsalgia può comparire in maniera graduale, soprattutto in caso di pazienti in sovrappeso, artrite reumatoide e deformità a livello podalico, ma anche in modo del tutto improvviso, frequente tra coloro che decidono di cambiare in maniera radicale e brusca qualche loro abitudine quotidiana, per esempio passando da una vita sedentaria a un’attività sportiva intensa.

Tra i segni più comuni troviamo la presenza di ipercheratosi (callosità) plantare che si estende in corrispondenza delle teste metatarsali interessate da un eccessivo iper-carico.

I pazienti presentano dolore localizzato a livello dell’avampiede che peggiora in carico (in statica o in dinamica).

Altri sintomi caratteristici della metatarsalgia sono:

  • Dolori lancinanti, formicolio e intorpidimento alle dita dei piedi;
  • Sensazione di avere dei sassolini nelle scarpe.

diagnosi metatarsalgia

Diagnosi della metatarsalgia

Molte patologie dei piedi causano gli stessi sintomi; per avere una corretta diagnosi di metatarsalgia, è necessario rivolgersi a uno specialista, ovvero ad un podologo.

Per avere una conferma della diagnosi, possono essere necessari esami strumentali quali:

  • ecografia (gold standard)
  • radiografia
  • risonanza magnetica

Lo specialista deve indagare correttamente sulla tipologia di dolore riferito dal paziente. Bisogna verificare la presenza di una placca ipercheratosica plantare con dolore alla digitopressione delle teste metatarsali.

Inoltre, è necessario effettuare, diagnosi differenziale con neuroma di Morton, dove il dolore sarà limitato negli spazi intermetatarsali.

La radiografia rimane l’esame di scelta per lo studio biomeccanico del piede.

Complicanze

La metatarsalgia, se trascurata o mal curata, può comportare diverse complicanze quali: un peggioramento del dolore al piede colpito e/o l’insorgenza di problemi alla schiena o all’anca.

trattamento metatarsalgia

Trattamento della metatarsalgia

  • Trattamento locale dell’ipercheratosi plantare

La rimozione podologica periodica dell’ ipercheratosi plantare (callosità), diminuendo la pressione locale, allevia il dolore. Tuttavia, l’eccessiva formazione cutanea si ripresenta, poiché la causa essendo biomeccanica non viene rimossa e pertanto il debridement deve essere ripetuto a intervalli regolari ed essere accompagnato da approcci terapeutici che possano ripartire gli iper-carichi eccessivi.

Nei pazienti con deformità ad artiglio possono essere utilizzati anche inserti su misura realizzati in silicone.

  • Trattamento conservativo

Come emerso dalla letteratura, il trattamento di prima linea è conservativo e la chirurgia deve essere presa in considerazione qualora il trattamento conservativo fallisca.

Per il trattamento conservativo della metatarsalgia è consigliabile rivolgersi direttamente ad uno specialista, ovvero ad un podologo.

Per il trattamento conservativo sono indicati:

-Riposo del piede affetto

-Applicazione di ghiaccio

-Utilizzo di calzature idonee: l’obiettivo è di distribuire uniformemente le pressioni sulla pianta del piede.

Le scarpe devono essere comode, della giusta calzata, con una punta larga, un tacco piatto e una suola esterna sufficientemente spessa che non sia eccessivamente flessibile.

-Ortesi plantare su misura: sono progettati per correggere il varismo o il valgismo del retro-piede, sostenendo l’arco mediale e riducendo i carichi sulle zone di massima pressione.

In caso di metatarsalgia le ortesi plantari che vengono realizzate sono ortesi di compensazione, che hanno lo scopo di agire sul sintomo principale: il dolore.

Il concetto generale che caratterizza il plantare è quello di ripartire il carico metatarsale, vale a dire, sostenere le teste metatarsali insufficienti scaricando quelle in sovraccarico alleviando la sintomatologia algica e agendo sulla causa della patologia.

Trattamento chirurgico: L’intervento chirurgico per risolvere la metatarsalgia è una soluzione terapeutica che viene presa in considerazione assai di rado e solo in assenza di altri rimedi efficaci. L’operazione è infatti riservata alle deformità dei piedi molto gravi.

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